Il complesso archeologico del Pozzo della Cava, inserito dal 2023 nella Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua dell’UNESCO, si snoda sotto i vicoli e le costruzioni del quartiere più antico di Orvieto. Un complesso di nove sotterranei con alle spalle venticinque secoli di storia, narrata dalle testimonianze dei ritrovamenti etruschi, medievali e rinascimentali.
Il pozzo, che raggiunge la sorgente ad una profondità di 36 metri e da cui l’intero complesso prende il nome, fu fatto scavare da Papa Clemente VII utilizzando un preesistente pozzetto etrusco.
Rifugiatosi ad Orvieto nel 1527, il pontefice ne ordinò la realizzazione per potervi attingere acqua sorgiva in caso di assedio.
Tra gli altri ritrovamenti, accanto al pozzo è possibile ammirare una cisterna etrusca, due pozzi-butto, alcuni scavi interpretati come i resti di alcune tombe rupestri arcaiche e diversi scantinati medievali, utilizzati per secoli per produrre e conservare il celebre vino di Orvieto.
Di assoluto interesse anche i locali adoperati nel Medioevo e nel Rinascimento per produrre ceramica: sono stati ritrovati i resti di due forni per la cottura dei manufatti, alcuni utensili e numerosi scarti di lavorazione in terracotta, maiolica e “lustro”, gettati perché presentavano dei difetti di forma o di decorazione.

