Tematismi: acqua, bosco / legno
Ubicazione: Allerona - Castel Viscardo - Fabro
Argomento: agricoltura / silvicoltura - etnografia / cultura materiale - ambiente / natura - artigianato - cultura - paesaggio / territorio - turismo
Descrizione: L’arte di intrecciare canestri viene tramandata ab antiquo anche ad Allerona. Un particolare tipo è il cesto realizzato con il giunco (Juncus sp.), piante che crescono in zone umide vicino ai corsi d’acqua, agli stagni ed il rovo (Rubus ulmifolium), pianta molto rustica presente ovunque. Questa attività artigiana è sempre stata complementare al lavoro dei contadini nei campi, che si servivano di questi cesti a forma tondeggiante soprattutto per spandere i semi di grano ed altre granaglie (segale, avena..) durante il periodo di semina. Nel dopoguerra, con il diffondersi di nuovi concimi chimici come la cianammide, questi cesti erano anche usati per spanderli insieme alle sementi. - Detto anche canestro del seme, era molto adatto a questa funzione perchè il particolare intreccio a giro che lo caratterizzava non lasciava spazi e vuoti dal quale i semi potessero fuoriuscire. Strutturalmente i fusti di giunco erano connessi da nastri di rovo, opportunamente spaccato e raschiato, che fungeva da legante. I rovi e i giunchi venivano raccolti dall’autunno fino a febbraio. - - *APPROFONDIMENTI - 1. Scheda intervista informatore: Irma Zaganella - 2. Metodologia applicata
Codice: BCI082
Datazione: 20-04-2011
Ubicazione: Allerona - Castel Viscardo - Fabro
Argomento: agricoltura / silvicoltura - etnografia / cultura materiale - ambiente / natura - artigianato - cultura - paesaggio / territorio - turismo
Descrizione: L’arte di intrecciare canestri viene tramandata ab antiquo anche ad Allerona. Un particolare tipo è il cesto realizzato con il giunco (Juncus sp.), piante che crescono in zone umide vicino ai corsi d’acqua, agli stagni ed il rovo (Rubus ulmifolium), pianta molto rustica presente ovunque. Questa attività artigiana è sempre stata complementare al lavoro dei contadini nei campi, che si servivano di questi cesti a forma tondeggiante soprattutto per spandere i semi di grano ed altre granaglie (segale, avena..) durante il periodo di semina. Nel dopoguerra, con il diffondersi di nuovi concimi chimici come la cianammide, questi cesti erano anche usati per spanderli insieme alle sementi. - Detto anche canestro del seme, era molto adatto a questa funzione perchè il particolare intreccio a giro che lo caratterizzava non lasciava spazi e vuoti dal quale i semi potessero fuoriuscire. Strutturalmente i fusti di giunco erano connessi da nastri di rovo, opportunamente spaccato e raschiato, che fungeva da legante. I rovi e i giunchi venivano raccolti dall’autunno fino a febbraio. - - *APPROFONDIMENTI - 1. Scheda intervista informatore: Irma Zaganella - 2. Metodologia applicata
Codice: BCI082
Datazione: 20-04-2011




