Tematismi: acqua, bosco / legno
Ubicazione: Allerona - Castel Viscardo - diffuso anche in tutto il territorio orvietano
Argomento: agricoltura / silvicoltura - ambiente / natura - artigianato - paesaggio / territorio - etnografia / cultura materiale - cultura - turismo - storia
Descrizione: I cesti di vimini sono storicamente presenti nella culturale locale tradizionale, in particolare quella di origine contadina, costantemente a contatto con la natura e il paesaggio agrario. Piante quali l’olivo, l’acero, l’olmo, il ligustro e i vari tipi di salice sono le principali materie prime usate per l’intreccio, elementi essenziali del territorio e conservati scrupolosamente per le loro molteplici proprietà e caratteristiche, anche per altri usi. Un sapere quello dell’intreccio che si tramanda da secoli, non solo nella scelta dei tempi di raccolta e delle tipologie di piante, ma anche nelle tecniche di trattamento e di conservazione che ne garantiscono caratteri durevoli di resistenza. Un’arte diffusa nelle famiglie contadine con una precisa distribuzione dei ruoli: dei cesti infatti si occupavano prevalentemente le donne nel periodo invernale mentre gli uomini si dedicavano alla sistemazione e realizzazione degli attrezzi da lavoro. Essendo un’arte povera indirizzata all’autosufficienza non ha mai assunto una vera e propria validità commerciale, unicamente per il proprio uso e raramente diventava merce di scambio e di vendita, fatta eccezione per il baratto con altre materie prime di cui le famiglie necessitavano. A differenza, oggi poche persone mantengono queste conoscenze che possono costituire e rappresentare oltre che un importante sapere antico e rurale da recuperare, una concreta opportunità economica per la comunità. - Pochi sono i portatori di questo sapere nel territorio ed Irma Zaganella è l’artefice di un recupero che può essere alla base di una rivalorizzazione. - *APPROFONDIMENTI - 1. Scheda intervista informatore: Irma Zaganella - 2. metodologia intervista
Codice: BCI085
Datazione: 20-03-2011
Ubicazione: Allerona - Castel Viscardo - diffuso anche in tutto il territorio orvietano
Argomento: agricoltura / silvicoltura - ambiente / natura - artigianato - paesaggio / territorio - etnografia / cultura materiale - cultura - turismo - storia
Descrizione: I cesti di vimini sono storicamente presenti nella culturale locale tradizionale, in particolare quella di origine contadina, costantemente a contatto con la natura e il paesaggio agrario. Piante quali l’olivo, l’acero, l’olmo, il ligustro e i vari tipi di salice sono le principali materie prime usate per l’intreccio, elementi essenziali del territorio e conservati scrupolosamente per le loro molteplici proprietà e caratteristiche, anche per altri usi. Un sapere quello dell’intreccio che si tramanda da secoli, non solo nella scelta dei tempi di raccolta e delle tipologie di piante, ma anche nelle tecniche di trattamento e di conservazione che ne garantiscono caratteri durevoli di resistenza. Un’arte diffusa nelle famiglie contadine con una precisa distribuzione dei ruoli: dei cesti infatti si occupavano prevalentemente le donne nel periodo invernale mentre gli uomini si dedicavano alla sistemazione e realizzazione degli attrezzi da lavoro. Essendo un’arte povera indirizzata all’autosufficienza non ha mai assunto una vera e propria validità commerciale, unicamente per il proprio uso e raramente diventava merce di scambio e di vendita, fatta eccezione per il baratto con altre materie prime di cui le famiglie necessitavano. A differenza, oggi poche persone mantengono queste conoscenze che possono costituire e rappresentare oltre che un importante sapere antico e rurale da recuperare, una concreta opportunità economica per la comunità. - Pochi sono i portatori di questo sapere nel territorio ed Irma Zaganella è l’artefice di un recupero che può essere alla base di una rivalorizzazione. - *APPROFONDIMENTI - 1. Scheda intervista informatore: Irma Zaganella - 2. metodologia intervista
Codice: BCI085
Datazione: 20-03-2011





